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di Massimo Scelza

Ho accettato con vero piacere l’invito del direttore Massimiliano Cordeddu a ricordare, nell’occasione dell’uscita del nuovo Corriere Elbano, Leonida Foresi, un elbano illustre entrato nella storia di questa nostra terra per il suo straordinario impegno culturale e la sua calda umanità. Dal 1948, anno di fondazione di questo giornale, al 2011, anno di sospensione delle pubblicazioni, Leonida ha accompagnato per ben 63 anni ogni uscita con una partecipazione discreta e autorevole, una attenzione severa a non rompere equilibri senza mai scendere però a compromessi: ogni nu-mero era una operazione anche sentimentale perché l’oggetto del suo impegno e il destinatario delle sue riflessioni si identificavano nella sua terra e nei suoi concittadini, senza differenza: che fossero a Carpani o a Melbourne, a Rio Albano (come diceva lui) o a Chiasso o Toronto!

Nella sua lunga vita ha raccolto con un amore colto e consapevole una quantità infinita di foto, documenti, manoscritti, lettere che sarebbero sufficienti e capaci di far scrivere una storia monumentale sul secolo che abbiamo da poco scavalcato ed ha pubblicato, pescando da questo immenso patrimonio, alcuni volumi di memorie che sono diventati per la ricchezza e il rigore delle fonti, il calore della narrazione, la sapidità delle citazioni la nostra memoria.

Se un cruccio ci rimane è quello di non essere riusciti a dare una sistemazione, anche scientificamente corretta e coerente, all’enorme archivio che la famiglia con-serva con amorevole cura: una sistemazione che ne permettesse anche una fruizione ampia e diffusa. Questo è stato il sogno di tutta una vita e tutti dobbiamo sentirci impegnati a realizzarlo!

L’occasione di ricordare Leonida Foresi ci è data dall’evento, nuovo e sinceramente gradito, della ricomparsa in edicola del Corriere Elbano, rinnovato nell’assetto societario e nel team di redazione ma con la grafica della testata e dei testi conservata: una continuità che personalmente ho apprezzato e mi ha naturalmente emozionato: una collaborazione al Corriere saltuaria ma costante che risale ai primi anni ’60 e dieci anni di direzione lasciano il segno, marchiano una appartenenza. E sentirsi chiedere di ricordare nel primo numero Leonida Foresi non è solo il doveroso omaggio al fondatore: è, ne sono convinto, un impegno a continuare nella tradizione di un giornale attento ai grandi temi, disponibile al confronto, severo e tollerante.

Buon vento.

 

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